Matrimonio buddista


La cultura buddista viene spesso associata ad una filosofia fatta di pace, silenzio, equilibrio ed attenzione per piccoli gesti semplici e quotidiani. Oltre alle coppie che professano questo credo religioso, molte altre stanno pensando di celebrare il loro grande giorno secondo questo rito. Per la
religione buddista il matrimonio non è una tappa obbligatoria, bensì una forma con cui gli sposi sentono l'esigenza di rendere partecipi della propia unione parenti ed amici.

Si tratta di un rito intimo, raccolto e impregnato di una forte spiritualità: la cerimonia comincia con la lettura di alcuni passi tratti dal capitolo Hoben e Jgage, poi qualche minuto di Daimoku.

In seguito, gli sposi ed i loro testimoni bevono tre sorsi di sakè, che simboleggiano le tre esistenze di passato, presente e futuro; infine tutti coloro che lo vogliano possono esprimere i loro pensieri recitando passi, cantando o leggendo pubblicamennte qualche brano.

Il matrimonio buddista è qualcosa di molto spirituale, anche se non ha niente a che fare con la religione ma è qualcosa di profondo, che intende toccare l’anima. 

Solitamente gli invitati non hanno obblighi di abbigliamento ma devono solo togliere le scarpe nel caso in cui la cerimonia si svolga all’interno del santuario. 

Per quanto riguarda la sposa invece è assolutamente vietato il bianco, è considerato il colore del lutto. 
A predominare è la semplicità, un ritrovo di se stessi e la scoperta dell’amore vero tra un uomo e una donna.

A livello burocratico, il matrimonio buddista non è un sacramento, bensì un impegno della coppia all'interno della cominità durante un rituale di benedizione.

In Italia non ha valenza legale, quindi se volete ricorerre al rito buddista, dovete affiancarlo al matrimonio civile.

 

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